Fari opachi e ingialliti
Perché i fari diventano opachi (e cosa accade davvero alla plastica)
· Intento: informativo: capire la causa del problema
Un faro opaco è la conseguenza di un processo lento che inizia molto prima di diventare visibile. Capire cosa accade alla superficie aiuta a scegliere l'intervento giusto — e a non ripeterlo ogni anno.
Il faro non è vetro: è policarbonato verniciato
I gruppi ottici moderni sono in policarbonato: leggero, resistente agli urti, modellabile in forme complesse. Ha però un limite: è sensibile alla radiazione ultravioletta. Per questo in fabbrica riceve una vernice protettiva trasparente.
Quando parliamo di faro opaco parliamo quasi sempre della fine di quel rivestimento, non della rottura del faro.
Le tre cause che agiscono insieme
Nella pratica non c'è mai un solo colpevole: i fattori si sommano e si accelerano a vicenda.
- Raggi UV: consumano la protezione originale e poi alterano la superficie sottostante.
- Ossidazione: la plastica esposta reagisce con aria e umidità e diventa porosa e lattiginosa.
- Micro-abrasione: sabbia, detriti e spazzole dei lavaggi incidono la superficie e trattengono lo sporco.
Come riconoscere lo stadio del degrado
Passa un dito pulito sulla superficie: se è liscia, il degrado è iniziale. Se è ruvida, la porosità è già avanzata. Guarda poi il faro in luce radente: un velo uniforme indica ossidazione, righe fini indicano abrasione, il giallo indica alterazione del materiale.
Se in controluce noti una trama di micro-crepe, il degrado ha interessato il corpo del policarbonato: in quel caso la lucidatura non restituisce un risultato duraturo.
Cosa fare, in ordine
Prima si verifica se il degrado è superficiale. Poi si rimuove lo strato compromesso con abrasione controllata e si riporta la superficie a trasparenza piena. Infine — ed è la parte che molti saltano — si protegge il faro, perché la causa che lo ha rovinato è ancora presente.
